La dimensione del carisma

Definire cosa sia il carisma non è semplice, chi se ne occupa sa che le dimensioni da analizzare sono diverse e a volte contraddittorie.

Quello che può aiutarci è capire che non esiste un unico tipo di carisma. Riconoscere, quindi,  il proprio tipo carisma aiuta a comunicare meglio di fronte ad una platea.

Se vogliamo analizzare l’importanza del carisma nell’arte di parlare in pubblico, non possiamo tralasciare di accennare alla Retorica di Aristotele.  Quindi se l’oratore ha come obiettivo primario quello di convincere chi l’ascolta deve necessariamente costruire un intervento che tenga presente e in equilibrio i 3 aspetti principali dell’oratoria: ethos, phatos e logos.

Che tipo di carisma?

Il logos – che potremmo definire l’argomentazione razionale – di per sé è l’aspetto che meno viene influenzato dal carisma. Tutti possono  costruire, con un po’ di tecnica, un’argomentazione corretta e funzionale.

Diverso discorso occorre fare per il pathos (le emozioni di chi ascolta) e l’ethos (il carattere, l’autorevolezza dell’oratore).  Questi due elementi hanno a che fare non solo con il contenuto del discorso, ma anche con elementi paraverbali e legati al linguaggio del corpo.

Prima di continuare occorre sfatare un mito: il carisma non ha un’unica dimensione. Presenta innumerevoli sfaccettature. Per semplificare possiamo indicare le tre principali:

  1. Benevolenza o buona predisposizione verso il pubblico – è il tratto del leader che conosce i bisogni di chi lo segue: è coinvolgente e pone il pubblico su un piano di parità nei suoi confronti.
  2. Competenza – questa caratteristica rimanda alla lungimiranza, ad una lettura del contesto non comune. Questo tratto prevede chiarezza e creatività.
  3. Dominanza – questa caratteristica spesso viene associata all’aspetto decisionale. Chi ha carisma certo non si limita a “brontolare” volendoci bene, ma fa qualcosa, si attiva con grande energia e perseveranza per spronarci a migliorare.

Tutte queste caratteristiche riguardano l’ethos e sono indispensabili perché si possa parlare di carisma, ma possono essere dosate diversamente a seconda delle attitudini di ciascuno di noi.

I punti di forza

Quando voi parlate davanti ad un pubblico su cosa puntate? Quali sono le caratteristiche che vi contraddistinguono? Cosa potete fare meglio per accattivarvi una platea?

Benevolenza

Se la vostra caratteristica principale è la benevolenza, nel preparare il discorso potete lavorare per essere il più vicino possibile al pubblico.

Evitate di sedervi dietro una scrivania o di utilizzare un palco che vi separa dalla platea.

Utilizzate una gestualità aperta e usate la prima persona plurale.

L’uso dell’umorismo e soprattutto dell’autoironia sono consigliati.

L’affidabilità e la saggezza sono elementi fondamentali e la coerenza tra quello che si sostiene ed il proprio vissuto deve essere trasmessa.

Questo può suggerire di inserire nel discorso aspetti personali, legati alla propria storia ed esperienza anche non lavorativa. Ed in questo caso possono essere citate anche esperienze negative dalle quali si è appresa una buona lezione.

Competenza

Se la vostra modalità è la competenza, sappiate che non possono mancare nel vostro discorso elementi legati ad una forte dinamicità.

Le parole vanno scelte anche in relazione a questo. Termini che rimandano a significati forti dovrebbero essere preferiti. L’effetto che al pubblico deve arrivare è: sono molto competente, ma comunque ti ho preso in simpatia.

Questa caratteristica rimanda anche ad elementi di seduzione, convinzione e visione. Mantenere una posizione statica di fronte ad un oratorio potrebbe affievolire queste caratteristiche.

Quando parlate le variazioni di volume, ritmo e tono rileveranno ulteriormente questa vostra caratteristica. Coinvolgete la platea anche attraverso la gestualità. Potete anche cambiare posizione spesso spostandovi in mezzo alla platea.

Attenzione però che esistono oratori che hanno la caratteristica di camminatori seriali e che rischiano di infastidire fortemente chi li ascolta.

Nella costruzione del discorso non tralasciate aspetti che possono essere associati alla vostra lungimiranza e alla visione che avete del contesto, ma curate attentamente l’equilibrio tra fallimenti e successi per non sembrare boriosi.

Dominanza

Qualora la vostra caratteristica sia la dominanza, sappiate che probabilmente mantenere una buona distanza dal pubblico vi aiuterà ad evitare di essere percepiti come minacciosi.

La sicurezza, l’organizzazione e la risolutezza sono elementi che devono trasparire sempre.

Utilizzate sapientemente il volume e i ritmi. Il consiglio è di sottolineare un massimo del 5% del vostro discorso variando il volume e alternando sapientemente un ritmo lento dell’eloquio ad uno veloce.

La gestualità deve sottolineare in modo energico i concetti principali. Ricordate che le frasi brevi sono maggiormente incisive. Se la platea è competente ricordate che è meglio esplicitare i dubbi sulle idee che presentate.

Fatevi portavoce delle istanze taciute, ma che sono presenti, prima di affossarle.

Non ho ancora parlato del phatos, ma per una ragione molto specifica. Se il vostro discorso non è in grado di emozionare l’audience, di affascinare chi vi ascolta allora non esiste carisma, d’altronde nessuno ha mai detto “Che oratore carismatico…peccato che non mi abbia ispirato!!!”.

Ho voluto darvi solo alcuni piccoli suggerimenti che però fossero anche immediatamente applicabili. Quindi in sintesi un oratore carismatico deve:

  1. Saper emozionare
  2. Avere una argomentazione sostenibile
  3. Catturare l’attenzione con la sua autorevolezza.

È su questi punti che v’invito ad analizzare il vostro profilo ed a lavorare per migliorare il vostro stile personale provando anche a modificarlo da situazione a situazione. Su quest’ultimo tema verterà il mio prossimo articolo.

Non abbiate paura di sbagliare, ma di non riconoscere eventuali errori.