Tutti i giorni noi sperimentiamo l’importanza del primo impatto. Questo accade in moltissime circostanze, ma non sempre ne siamo consapevoli.

Spesso chiedo alle persone quanto impiegano per farsi un’opinione di un’altro essere umano. Le risposte sono le più diverse e molti sostengono di non farsi mai influenzare dalle idee degli altri. Altri rispondono di investire molto tempo, prima di farsi un’idea di un’altro essere umano.

Purtroppo le cose non stanno così. Noi esseri umani “giudichiamo un libro dalla copertina” e lo facciamo anche molto velocemente.

Ad esempio pensate a quando dovete salire su un autobus o scegliere un posto dove sedervi.

Scegliete un posto a caso? In realtà no, o comunque il nostro giudizio non si basa su parametri “razionali” di mera opportunità logistica (ad esempio il posto più comodo).

Quello che accade è che, in pochissimo tempo, valutiamo tutta una serie di fattori e solo dopo questa velocissima valutazione,  scegliamo dove sederci o addirittura se sederci.

Cosa dicono gli studi?

Lo studio del funzionamento del cervello umano non solo ha confermato, ma addirittura ha sottolineato l’importanza della prima impressione.

Da una ricerca pubblicata nel 2006 di Willis J. e Torodov A. , che ha fatto molto scalpore,  è emerso che il nostro cervello risponderebbe ai volti sconosciuti tanto rapidamente da non dare alla nostra mente razionale il tempo di influenzare la reazione.

Decidiamo, praticamente in un battito di ciglia (100 millesimi di secondo), se una persona possiede tratti di gradevolezza o competenza, senza aver scambiato con lei neppure una parola.

Da questo studio emerge anche un dettaglio non trascurabile: l’idea che ci facciamo dopo 100 millesimi di secondo non varia rispetto ad un’idea che ci facciamo dopo 5 minuti o un tempo superiore.

Nello specifico

Lo studio citato è il frutto di un’analisi  più ampia condotta per indagare gli esiti delle campagne elettorali.

I ricercatori avevano infatti verificato che esisteva una correlazione diretta fra una volto giudicato competente di un politico e il margine della sua vittoria alle elezioni. Questo giudizio di competenza risultava emesso rapidissimamente.

Anche fornendo più tempo per emettere un giudizio le persone non lo modificano, almeno che non intervengano ulteriori informazioni.

Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona impressione la prima volta. – Oscar Wilde

Un ulteriore studio di Rudoy, J. D. and Paller, K. A. del 2009 descrive una sorta di doppio binario che usiamo per valutare uno sconosciuto.

  •  Il primo binario, in modo estremamente rapido, analizza i tratti somatici del volto ed emette un giudizio.
  • Il  secondo binario, più lento,  analizza questa prima impressione correlandola con le informazioni che possediamo.

Meno tempo si lascia è più il giudizio preponderante sarà il primo, dal momento che il secondo binario risulta decisamente più “lento”.

Un lato interessante della vicenda riguarda l’inevitabilità del giudizio: la possibilità di fidarsi o meno di un estraneo costituisce un elemento probabilmente determinante per la nostra sopravvivenza, che non possiamo inibire in alcun modo.

Ma quanto conta la reputazione?

Non esiste una risposta univoca.

Le informazioni che noi abbiamo di una persona prima di conoscerla equivale al secondo binario di giudizio. Lo studio di Rudoy e Paller ha posto in evidenza l’esistenza di differenze soggettive tra gli individui, che ancora devono essere pienamente analizzate da un punto di vista scientifico.

Nella vita reale la reputazione comunque svolge un ruolo estremamente importante, dal momento che ci può portare a notare di più alcune specifiche di una persona, rispetto ad altre (altrettanto importanti).

Se ad esempio un nuovo collega viene preceduto da una reputazione positiva, probabilmente (se non siamo affetti da invidia) faremo più attenzione agli aspetti positivi del suo comportamento.

Se però il nostro nuovo collega vine preceduto dalla fama di essere una persona dedita al pettegolezzo, ogni domanda che ci farà, verrà probabilmente vissuta con eccessivo sospetto!

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