Questo libro che supera le 700 pagine e vanta un numero veramente importante di riedizioni è un vero e prorio manuale che copre vastissime aree della leadership. Una sorta di consulente che aiuta a scomporre e ad applicare i principi della gestione in modo sistematico.

Fornisce suggerimenti pratici e di facile utilizzo, attività sul lavoro e suggerimenti per migliorare le capacità e l’efficacia manageriali. Questa guida di riferimento è utile per: * Creare il tuo piano di sviluppo * Cercare idee e attività per lo sviluppo della tua carriera a lungo termine * Familiarizzare con o consigliare gli altri sulle aspettative di performance per i manager.

Le quattro aree dimensioni della leadership individuate sono:

  • Leadership di pensiero (analisi, decisione,strategia,innovazione, attenzione finanziaria, gestire in modo globale)
  • Leadership di risultati (focus sui clienti, esecuzione, fare piani realistici,Gestire i processi, Gestire il cambiamento, Iniziativa e flessibilitò, Guidare in modo coraggioso)
  • People leadership (influenzare, ispirare, costruire talenti, leader come coach, teamork, comunicazione efficace, [scritta e orale)] ascolto, gestire i conflitti, competenze culturali)
  • Personal leadership (adattabilità, fiducia, formazione continua)

Nel libro sono presenti strumenti di autovalutazione, metodi e tips che guidano il lettore passo passo.

Autori vari tra cui spicca Susan H. Gebelein- Livello intermedio-avanzato – Lingua Inglese

SUN TZU – livello intermedio

L’arte della guerra è indubbiamente uno di quei libri che tutti conoscono, ma pochi sono riusciti a leggere. Non è sicuramente una lettura scorrevole e mi permetto di consigliare di leggerlo a piccole dosi. Questo per due ragioni: la prima è che ci sono elementi che richiedono un’opportuna contestualizzazione nel nostro mondo, il secondo è che la messa a terra di alcuni principi non è intuitiva.

Sicuramente è un libro da leggere e per incoraggiarvi vi riporto alcune massime:

  • “Ora il generale che vince una battaglia fa molti calcoli nel suo tempio prima che la battaglia venga combattuta. Il generale che perde una battaglia fa solo pochi calcoli in anticipo. Così tanti calcoli portano alla vittoria e pochi calcoli alla sconfitta: quanto più nessun calcolo! È prestando attenzione a questo punto che posso prevedere chi è probabile che vinca o perda “.
  • “Se le parole di comando non sono chiare e distinte, se gli ordini non sono compresi a fondo, la colpa è del generale. Ma se i suoi ordini SONO chiari, e tuttavia i soldati disobbediscono, allora è colpa dei loro ufficiali “.
  • “Chi si affida esclusivamente a misure belliche sarà sterminato; colui che fa affidamento esclusivamente su misure pacifiche perirà. “
  • “Senza una pratica costante, gli ufficiali saranno nervosi e indecisi quando si raduneranno per la battaglia; senza una pratica costante, il generale vacillerà e sarà irresoluto quando la crisi è alle porte “.

Qusto è un testo leggero, ma che fornisce indicazioni interessanti. Gli auotori dividono la leadership in quattro tipi principali:

  • Il comandante;
  • Il visionario;
  • Lo stratega;
  • L’esecutore;

Ognuno di questi ha punti di forza e di debolezza specifici. Più in dettaglio:

  • Il Comandante guida per passione. Pensa a Steve Jobs. Conducono con passione e possono motivare gli altri, ma non hanno a che fare con dati che non si fondono con la loro visione appassionata della realtà e possono sembrare intimidatori e volubili per gli altri;
  • Il visionario guida con una visione avvincente per il futuro. Pensa a Bill Gates. Sono straordinari nel creare nuove visioni per il futuro che potrebbero essere radicalmente diverse, ma potrebbero fare diversi passi avanti, ignorando le fondamenta della loro visione, e potrebbero rifiutare le prove che vanno contro di essa;
  • Lo stratega identifica i modelli e crea una strategia per il prossimo futuro. Pensa a Michael Eisner della Disney. Gli strateghi sono geni brillanti che possono, tuttavia, apparire freddi agli altri, senza preoccuparsi delle persone, ma solo dei dati e dei modelli.
  • L’Esecutore guida con instancabile disciplina. Assumono carichi di lavoro enormi ma di solito richiedono lo stesso agli altri. Sono bravissimi a dare il loro meglio con enormi quantità di lavoro, ma possono costringere gli altri o addirittura abusarne nel chiedere lo stesso;
    Ludeman ed Erlandson menzionano anche il passaggio consigliato per ciascuno dei quattro tipi, secondo questa logica:

Per ogni tipologia di leader vengono messe in evidenza aspetti positivi e negativi. Ovviamente questo testo non deve essere letto in modo dogmatico perchè le persone non possono stare nelle scatole, ma fornisce indicazioni interessanti e fa ordine, forse semplificando un pò troppo, ma comunque fornendo elementi di sicuro interesse.

Kate Ludeman, Eddie Erlandson- Livello base

John P. Kotter – Livello intermedio

Kotter è sicuramente riconosciuto come la principale autorità mondiale in materia di leadership e cambiamento.  Questo testo una raccolta dei suoi acclamati articoli della Harvard Business Review, e presenta un’astuta valutazione del vero lavoro dei leader. Per completare questi articoli, Kotter contribuisce anche con una nuova introduzione, una riflessione ponderata sui temi che si sono sviluppati durante il suo lavoro.

Dal testo emerge chiaramente che l’autore  ritiene che la maggior parte delle organizzazioni oggi non abbia la leadership di cui ha bisogno.  La missione di Kotter è di aiutarci a capire meglio cosa fanno i leader, i veri leader. La vera leadership, ci ricorda, è una qualità sfuggente e troppo spesso confondiamo i doveri di gestione e lo stile personale con la leadership, o addirittura scambiamo leader indegni per punti di riferimento.

“Senza leadership, le organizzazioni si muovono troppo lentamente, ristagnano e perdono la strada. Con l’inesorabile cambiamento e la crescente incertezza che definiscono i nostri tempi, la necessità di una forte leadership negli affari, nel governo e nella società non è mai stata così grande”.

Mi piacerebbe tanto definire questo libro inutile, perchè ormai certe cose sono state comprese. In realtà questo testo è decisaente illuminante. Vedo ancora oggi aziende impegnarsi in strategie che provocano effetti indesiderati. La lettura è facile e scorrevole e di sicuro interesse per i leader che devono prendere decisioni per aumentare la produttività e si trovano di fronte a veri e propri disastri.

Se anche voi volete evitare di demotivare i migliori e far proliferare i “peggiori” questo libro è da leggere!

Autrice: Maya Beauvallet – Livello base

Autori di Jocko Willink, Leif Babin – Livello base – Lingua inglese

Questo testo è interessante, anche se deve essere letto con gli opportuni occhiali. Già il titolo può farci pensare ad un’americanata, se a questo aggiungiamo il sottotitolo “In che modo i Navy Seals statunitensi guidano e vincono” il gioco è fatto!. In realtà alcuni principi ed esempi sono piuttosto utili.

Sicuramente è costruttivo il fulcro del libro che in poche parole può essere riassunto in questo modo:

Tu sei responsabile dei tuoi successi ed insuccessi.
Ogni scusa che ti dai, ogni azione che fai per incolpare gli altri di quello che accade sia esso un capo, un collaboratore, un famigliare, ti fa solo sprecare tempo e risorse!

Una delle parti più difficili della formazione di base SEAL è la parte chiamata “Hell Week”. Si tratta di  cinque giornate di esercitazioni fisiche senza interruzioni (dove non si dorme).  Gli studenti, che si sforzano di diventare SEAL, sono divisi in squadre chiamate “equipaggi di barche”, di solito sette
uomini assegnati a un pesante gommone a cui viene assegnato un capo dell’equipaggio. Ogni esercitazione è una gara con gli equipaggi impegnati a vincere. Le attività non sono ceto leggere, gli equipaggi devono trasportare le barche che pesano quasi un quintale sulle loro teste, devono  correre per km lungo la spiaggia, remare tra le onde che si infrangono, e tornare indietro.  Come ha osservato Leif come istruttore, un equipaggio  ha vinto ogni gara e ha superato tutti, mentre un altro equipaggio continuava a perdere. Leif, dopo aver osservato ed ascoltato il leader si è accorto che il suo atteggiamento rifletteva questo pensiero  “Se solo avessi una squadra migliore, vincerei!” Quindi cosa ha fatto? Ha sostituito i leader dei due equipaggi e indovinate… Il peggior equipaggio, subito dopo aver cambiato il loro leader, ha vinto la gara.
Concetto semplice, ma quanto applicato nella pratica? Quanto interiorizzato dai leader?

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