Il segreto per essere interessanti è essere interessati agli altri
Dale Carnegie, autore di Come Trattare gli Altri e Farseli Amici
La saggezza popolare è sempre un caldo rifucio e la saggezza popolare (che solitamente dice tutto e il contrario di tutto) ci consiglia di “trattare gli altri per come desideriamo essere trattati noi!”. Ovvio che se ci riferiamo al rispetto con la R maiuscola, questo detto è assolutamente un punto di riferimento per tutti noi brave persone.
In realtà se però scaviamo troviamo altro. Prova a pensare alle piccole azioni che ti infastidiscono e che gli altri fanno quasi senza accorgersene. Oppure pensa a atteggiamenti che in certe circostanze per te non sono proprio opportuni. Se ancora non ti è venuto in mente nulla scava ancora. Ad esempio è probabile che tu possa trovare alcune persone dei libri aperti mentre fai fatica a capire cosa pensano o provano altre. Se anche questo non accade…mi taccio e contattami in privato che voglio conoscere il tuo segreto!
Se scaviamo alla fine questo detto ci consegna una verità totale solo per un mondo dove tutti, ma proprio tutti hanno gli stessi bisogni e le stesse preferenze con lo stesso odentico bagaglio di comportamenti preferiti o giudicati preferibili. Prova a pensare a cosa ti riferisci quando dici “Tizio o Caia è fatto o fatta così“. Non ti stai forse riferendo ad un insieme di comportamenti visibili che si ripetono nel tempo? E che in alcune circostanze potrebbero anche non piacerci?
Noi ci proiettiamo sugli altri
Proiettare il proprio stile sociale sugli altri significa assumere che il nostro modo di comunicare sia universale. Questo errore porta a incomprensioni, conflitti e relazioni meno efficaci, sia nel lavoro che nella vita privata. Se il modo che io ho di comunicare è l’unico possibile, gli altri io li giudicherò paragonandoli a me e quando troverò differenze significative potrei uscirne turbata o turbato.
Ecco alcuni esempi
Un/a manager dal tono diretto e deciso potrebbe sembrare efficace a qualche collaboratore e al contempo essere percepito come aggressivo da altri.
Un venditore socievole ed espansivo potrebbe mettere a disagio un cliente introverso e viceversa.
Un amico che ama i dettagli potrebbe sentirsi frustrato da chi comunica in modo sintetico e viceversa
Abbiamo la tendenza a giudicare gli altri in base alle nostre intenzioni, ma loro ci giudicano in base alle nostre azioni.
Stephen R. Covey, autore di Le 7 Regole per Avere Successo
Esistono diversi stili di comunicazione, ognuno con caratteristiche e preferenze uniche. In generale, possiamo identificare quattro principali stili sociali:
1️⃣ Analitico: ama dati, dettagli e riflessione prima di agire. Preferisce una comunicazione precisa e ben strutturata.
2️⃣ Amiabile: empatico e relazionale, dà valore alle emozioni e all’armonia. Predilige un approccio collaborativo.
3️⃣ Espressivo: energico e creativo, si focalizza su idee e ispirazione. Apprezza un’interazione vivace e coinvolgente.
4️⃣ Direttivo: orientato ai risultati, sintetico e determinato. Predilige un linguaggio chiaro e obiettivi concreti.
📌 Riconoscere il proprio stile è il primo passo per migliorare la comunicazione!
In conclusione il tuo modo di comunicare non è universale, non lo è quello di nessuno, ma noi viviamo la nostra vita come se lo fosse. Prova a rileggere le poche caratteristiche che ho inserito qui sopra per descrivere ogni Stile (è inutile che io ti dica che questa è solo la punta dell’iceberg) e prova ad immaginare gli esempi che ora ti farò.
Immagina di essere una persona dallo Stile Sociale Analitico (ami i dati, i dettagli e hai bisogno di riflettere prima di agire). Tenderai a trattare gli altri come se fossero Analitici. Immagina ora di trovarti di fronte ad una persona dallo Stile Sociale Espressivo (energica e creativa, si focalizza su idee e alla ricerca e fornisce ispirazione. Apprezza un’interazione vivace e coinvolgente). Immaginala di volerla motivare: che farai? Esattamente l’opposto di quello che la può motivare. Parlerai della solidità del progetto, fino a scendere in dettagli quasi incomprendsibili, mentre di fronte hai una perosna che vuole sapere di poter fare la differenza e vuole sapere che tu lo sai. Tu parlerai di quello che è stato fatto e del timing, mentre di fronte l’ispirazione nasce dalla possibilità di vedere un traguardo sfidante. Tu hai fatto del tuo meglio, hai trattato gli altri per come volevi essere trattata o trattato…ed è finita molto molto male. La cosa tremenda è che potresti accorgertene troppo tardi per evitare danni.
Pensa che impatto può avere questo aspetto al lavoro, ma a volte anche con persone che pensiamo di conoscere molto molto bene nell’ambito della nostra vita privata. Se è vero che le persone dentro le scatole non ci stanno (perché sono troppo complesse) è anche vero che avere un modello che ci aiuta a capire come osservare i comportamenti per capire ad esempio le preferenze altrui può esserci molto, ma molto, utile. Ad esempio, ci aiuta a sviluppare doti di ascolto attivo e a leggere gli schemi di comportamento e questo alla fine ci fa ottenere molto più facilmente quello che desideriamo.





